MILANO MODA DONNA P/E 2016: IL REPORT DELLE SFILATE

La settimana della moda di Milano, per la primavera/estate 2016, fa discutere e congloba tutte le personalità più importanti del fashion system in una sola città, in un solo momento, per un unico evento che ogni volta ridisegna le sorti di una moda camaleontica, frenetica, contemporanea. Grandi applausi per Gucci, nuovi orizzonti per Cavalli, eclettiche considerazioni per Prada, eclatanti commenti per Moschino. Questo e tanto altro nel nostro report delle sfilate andate in scena durante la Milan Fashion Week. 


A cominciare dalle “storie” che ridefiniscono e ricreano i nuovi designer/direttori creativi: a cominciare proprio da Gucci, con Alessandro Michele, che colloca il marchio tra quelli che puntano tutto sulla creatività disinibita, colori accesi e nuovi orizzonti di stile. Motivi decorativi e decorativismo puro: dalle fantasie orientaleggianti, ai verdi accesi, passato per le rouches, i tessuti fluttanti e le stampe iconiche. Alessandro Michele ridisegna un nuovo capitolo per Gucci. Trionfo di api, tigri, tapestry, astrattismi, trofei, serpenti, perle, ricami. In una parola: anarchismo eclettico.

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Aurea rinascimentale e allure sofisticata: Alberta Ferretti conquista le donne e incanta la stampa. La designer si ispira in tutto e per tutto ai colori e alle forme del deserto. Dalle sfumature della terra, ai pizzi e i tessuti impalpabili, come lo chiffon, i tulle. Non mancano i camosci e i ricami da ninfa. Una sola parola: evoluzione stilistica.

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Alessandro Dell’Acqua, invece, ridisegna i caratteri della ragazza moderna costruendo storie stilistiche che si rifanno agli anni ’90, anni cari allo stilista. Sdrammatizza gli abiti eleganti, abbina t-shirt e sandali flat come se non ci fosse un domani. Il look delle donne di N. 21 è androgino, fatto da un mix di contrasti di assoluta tendenza: come le sottovesti di pizzo abbinate a camicie dal taglio maschile, gonne di lino, pullover. Per non parlare dei pantaloni e delle salopette morbide.

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Fendi lancia una donna sofisticata e opulenta: grazie alla maestria di Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi, il marchio conquista la platea della moda. I colori accesi del rosso, del corallo e le sfumature del bianco , si mixano alla perfezione ai blu notte, i verdi militare. Decori floreali su accessori e capi in pelle, con un grande richiamo alla manifattura italiana d’eccellenza.

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Sovvertire: questa la regola base della signora Miuccia Prada, ogni volta in veste di “scienziato” della moda, che ama creare, sovvertire, sperimentare, innovare. Il tailleur, pezzo forte tra le proposte di Prada, viene ricollocato all’interno di un mood avanguardistico e mai scontato. Le gonne diventano asimmetrihe, con orli sfalzati, le righe ridisegnano tasche, revers e confini. La donna di Miuccia diventa un ibrido di stili: un mix di tessuti che dal tweed, spaziano alle trasparenze del tulle, con effetti metallici anche nei beauty look: dal verde, al giallo, passando per l’arancione, rigorosamente metal. Ancora una volta Miuccia ricrea quell’equilibrio “squilibrato” che l’ha rese celebre, in cui l’estetica del brutto fa da protagonista a un mondo ormai retrogrado che pensa al bello perfetto e ormai scontato.

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Moschino didascalico. Il marchio, con Jeremy Scott, fa rivivere ancora una volta cartoon, disegni iconici, e compagnia bella in uno show super pop, dai colori accesi e dai tessuti macro stampati. Dopo Barbie e i fast food, la segnaletica stradale “pop” diventa il tema ricorrente per l’estate: come in un cantiere stradale, la donna “worker” di Moschino indossa caschi anti-infortunio come copricapo e accessori-segnaletica. Super cool e irriverente, come solo Jeremy sa fare. E lo sanno bene le fashioniste.

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Versace abbandona temporaneamente l’allure dei lunghi abiti da red carpet, per abbracciare una donna nuova, eclettica, forte, che mantiene l’identità stilistica del marchio, la sensualità. Di ispirazione fortemente militare, Donatella Versace porta in passerella uniformi e pezzi dal guardaroba militare rivisitati in chiave sensuale, con tanto di cintura e Medusa in vita. Taglia le lunghezze e rilancia i mini dress e le mini gonne, nelle tonalità del verde e del kaki. Una svolta radicale che sicuramente colloca il marchio tra i top del Made in Italy.

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“L’ispirazione è il fascino del viaggio, del movimento e del camminare all’aria aperta. Questa collezione è ispirata agli spazi aperti, alle escursioni, alla vela e al contatto profondo con la natura.” Queste le parole del direttore creativo  di Bottega Veneta, Tomas Maier, che per la primavera/estate ridisegna una donna dal fascino esotico, incline al viaggio. Completi felpa-pinocchietti rosa, gonne anni ’40, micro pullover con fantasie a contrasto. Ci sono le asimmetrie degli orli, gli accessori di pelle e le borse, accessorio cult di stagione.  Le decorazioni attingono alla funzionalità: corda da trekking, fibbie, chiusure a coulisse e anelli in metallo, mentre l’asimmetria è ispirata alla vela.

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Roberto Cavalli shock. Il nuovo direttore creativo della casa di moda, conquista la platea con una forte rappresentazione della donna moderna, declinata nello stile e nel mood dei mitici anni ’80. “Barocco e minimalista, classico e nuovo. Le linee di confine si confondono per essere ridefinite”, sostiene Peter Dundas. Tessuti sparkling, trasparenze, pizzi e tulle: gli abiti diventano super sexy ma allo stesso tempo elegantissimi grazie ai tagli, strascichi, rouche e trasparenze. C’è il ritorno alla moda “divertente” degli anni ’80, con mini dress, gilet, bomber jacket. E una ventata di freschezza.

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Eleganza sportiva per Salvatore Ferragamo. I colori tenui, pastello si mixano alla perfezione a colori decisi, che spezzano le monocromie di abiti, giacche e pantaloni. Ci sono i top con rouches, gli abiti con profondi scolli, i pantaloni a vita alta. Si punta tutto sugli accessori, chiave di uno stile ricercato e mai lasciato al caso, che spazia dallo sporty al casual, per passare poi all’eleganza disinvolta. Un classicismo attualizzato e ri-contestualizzato che piace.

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Ermanno Scervino e la sua donna eterea. Sensuale, disinvolta, audace, la femme fatale di Scervino indossa pizzi, abiti con dettagli in trasparenza, chiffon. Super femminile, anche quando indossa pezzi dal guardaroba maschile, riadattandoli all’allure femminile. Una nuova donna che mixa i capi diversi e tessuti contrastanti: la palette spazia dai colori pastello alle tonalità più forti del rosso. I pezzi forti? Gonne a matita, gli abiti in trasparenza, le stampe.

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Dolce & Gabbana mandano in scena la prima sfilata-selfie della storia, con modelle alle prese con veri e propri selfie in diretta sui maxi schermi presenti al Metropol di Milano. In scena l’Italia in tutte le sue sfumature: al centro le città più belle e le località più suggestive. Pizzi, ricami che raffigurano le icone della cultura italiana, maxi abiti, kimono in floreali. Per non parlare delle decorazioni dei carretti siciliani, delle stampe, e dei disegni ricamati su abiti, bluse e giacche. Non manca il richiamo agli anni ’50. Una super sfilata che ci conferma il carattere eclettico e super cool del duo creativo.

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Super Armani. Geniale ed eclettico come sempre. Re Giorgio non si smentisce mai. Lo confermano le sue donne: moderne, camaleontiche, iper femminili. Di rosos vestita, la donna Armani porta con sè tutto il fascino dello stile italiano grazie a tessuti iridescenti, forme aggraziate, giochi di fantasie floreali e motivi a righe. Gli abiti da sera – scintillanti – si portano con le ballerine a punta rasoterra e la pochette a mano. Shorts, gonne, giacche a un solo bottone, blazers: questi i pezzi forti del guardaroba targato Armani. La palette spazia dal blu cobalto, all’avorio, passando per i toni femminili del rosa, a quelli più decisi del rosso. Super i cappelli a tesa larga.

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